Le regole del cimitero
Poche, semplici, e non negoziabili. Chi le rispetta scava tranquillo. Chi no, viene sepolto.
Chi si può annunciare
Solo personaggi pubblici: persone note per il ruolo che hanno avuto, non per essere tue conoscenze. Se il defunto non compariva su un giornale, un'enciclopedia o una pagina Wikipedia prima di morire, qui non compare nemmeno da morto.
Le persone private sono vietate, senza eccezioni. Non facciamo eccezioni nemmeno per "tanto lo sanno tutti": se è privato, resta fuori dal cimitero.
Solo morti vere
Si annunciano morti vere, avvenute davvero, verificabili. Indica la fonte quando puoi — un articolo, un comunicato, anche solo «l'ho letto su instagram»: aiuta gli altri a controllare e il becchino a fidarsi. Un annuncio senza fonte che si rivela falso viene rimosso, e chi l'ha dato risponde alla regola qui sotto.
È severamente vietato annunciare la morte di persone vive, per scherzo o per errore. Non è un gioco di previsioni sul filo: qui si registra, non si augura.
Sono vietati gli auguri di morte, sotto qualunque forma. Non è quello il posto, e non lo sarà mai.
Il tono
L'umorismo qui è sul lutto, sulla sua liturgia, sulla sua messa in scena — non sull'odio verso chi muore o verso chi resta. Sono vietati insulti discriminatori, epiteti razzisti, omofobi, sessisti o basati su disabilità, e sono vietati gli attacchi ai familiari della persona deceduta, che non hanno chiesto di finire nei commenti.
Cosa succede a chi non rispetta le regole
Gli annunci e i commenti che violano queste regole vengono rimossi. Chi le viola ripetutamente viene sepolto: l'account viene bannato e smette di poter pubblicare.
Il becchino si riserva l'ultima parola.